Amelia Rose Watkinson e Andreas Dreitz parteciperanno al Challenge Daytona: i veri e propri Masters del Triathlon.

I veri appassionati sanno bene che la gara che meglio rappresenta l’essenza profonda dell’atletica leggera è il decathlon. Lo stesso spirito porta a considerare il triathlon l’essenza degli sport endurance per eccellenza: il nuoto, il ciclismo e il podismo.

Le inenarrabili distanze sulle quali si cimentano i triatleti, nonostante siano specialità alla portata di tutti, li collocano senza ombra di dubbio nella categoria dei supermen. Ma anche i supermen hanno i loro masters: il Campionato dell’Organizzazione dei Triatleti Professionisti (PTO), il Challenge Daytona che il 6 dicembre si svolgerà sul famoso circuito motoristico, al termine d’un anno che per ciascuna specialità – e quindi pure per la specialità che le compendia – è stato estremamente difficoltoso.

Amelia Rose Watkinson, neozelandese, tra le prime venti del ranking mondiale, racconta così il proprio 2020.

“E’ stato un anno molto difficile senza la possibilità di effettuare i consueti programmi di allenamento e di perfezionamento e senza le verifiche che le gare rappresentano. In più, per noi che siamo professionisti, non nascondo che ci sono stati anche problemi economici. Ciò nonostante ho cercato di allenarmi nel miglior modo possibile in previsione della ripresa delle gare e, per fortuna, ho potuto testarmi in tre triathlon in Australia, che ho vinto. Spero che sia di buon auspicio per Daytona, perché sarà una gara estremamente spettacolare – per gli atleti e per il pubblico – considerato che si svolgerà in circuito e quindi con la possibilità di controllare a vista i principali avversari. Credo che sia alla mia portata arrivare tra i primi dieci e, comunque sia, spero di dare un bel contributo allo spettacolo che ci si aspetta dal Challenge Daytona”.

Il PTO Championship prevede 2 chilometri di nuoto, 80 chilometri in bicicletta e 18 chilometri di corsa.

L’unico ausilio non umano nelle specialità del triathlon è la bicicletta che è stata il grimaldello attraverso cui Andreas Dreitz è diventato uno dei primi quindici triatleti al mondo.

“All’inizio desideravo diventare un ciclista professionista tanta era la mia passione per la bicicletta, poi seguendo alcuni amici che s’erano avvicinati al triathlon ho iniziato a praticarlo con sempre maggiore entusiasmo e con risultati via via migliori. Adesso, dopo un anno così ondivago, non aspetto altro che divertirmi in questo appuntamento di Daytona, che un po’ tutti attendiamo. Ci saranno i migliori specialisti del triathlon breve, medio e lungo che s’affronteranno in un luogo circoscritto come l’autodromo e sarà davvero uno spettacolo sia per il pubblico che per noi. Per quanto mi riguarda mi aspetto molto dalla frazione in bicicletta che, proprio per le mie origini ciclistiche, io amo particolarmente e credo che il percorso sia perfetto per tenere una media alta, penso tra i 47 e i 48 chilometri all’ora, ideale per una bicicletta con le caratteristiche della Turbine. Perciò, come Amelia, non nascondo d’aspettarmi un risultato di tutto rispetto”.

Di fatto il PTO Championship è, per la lunghezza di ciascuna frazione, mezzo Iron Man e, a questo punto d’una stagione così particolare, è un utile banco di prova per un appuntamento fondamentale dei triatleti: il Kona 2021, il Campionato del Mondo di triathlon.

Andreas spiega molto bene l’importanza del Campionato del Mondo di Kona

“Beh, è chiaro che è bellissima ogni gara IronMan, ma l’appuntamento del Kona è sopra a ogni altra competizione. Per ogni triatleta parteciparvi è un sogno che si avvera, perché davvero sfiora la leggenda, e credo che tutti, non solo io, si concentrino sulla qualificazione al campionato del mondo e sono certo che, una volta ottenuta, sia l’obiettivo dell’intera stagione”.

Sia Amelia che Andreas hanno già ottenuto la qualificazione per la grande kermesse che si svolge ogni anno (nel 2020 non s’è svolta a causa del Covid) nella zona ovest della Grande Isola di Haway – attorno a Kailua Kona.

Là i chilometri da percorrere in bicicletta saranno 180 e, come di consueto, l’unico supporto non umano a disposizione di Amelia Watkinson e Andreas Dietz sarà una Wilier Turbine.

Una grande responsabilità per una bicicletta.

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