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title: Caroline Soubayroux e l’Africa
description: "Caroline Soubayroux e David Ferguson e la terza parte del viaggio intorno al mondo. L’Africa in bikepacking: 6438 km difficili da dimenticare."
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[The Wilier Journal [IT] - Un raccoglitore di storie e di emozioni. ](https://journal.wilier.com/it)

# [Caroline Soubayroux e l’Africa](https://journal.wilier.com/it/caroline-soubayroux-e-l-africa)

 Scritto da [Wilier](https://journal.wilier.com/it/author/wilier) | 21-feb-2022 13.59.00

In uno dei suoi ultimi post, **Caroline Soubayroux** si muove come una ciclista stilizzata sulla carta geografica dell’**Africa**. È, diciamo così, un *disegno animato*. Ma grazie a *[questo disegno animato](https://www.instagram.com/p/CZtxrOJFQcb/)* che dura poco meno di trenta secondi si riesce a percepire la reale portata del viaggio in bicicletta di **[Caroline e David](https://journal.wilier.com/it/il-giro-del-mondo-in-bicicletta-di-caroline-soubayroux-e-david-ferguson/)** Ferguson.

Mentre la figurina attraversa il continente da ovest a est, da** Città del Capo** a **Mombasa**, c’è una scritta in basso che riassume l’impresa: [**40 giorni**, **6 stati attraversati** e** 6438 chilometri percorsi**](https://www.cycletheworld.co/).

Tuttavia, seguendoli sui **social** in cui raccontano l’impresa, c’è da credere che a Caroline e David quei 40 giorni e quei 6438 chilometri siano sembrati molto più lunghi e sia parso loro d’attraversare più di un continente.

La **community** seguace di Caroline ha senza dubbio immaginato un viaggio inondato di sole e di cieli magnifici. I reportage da Città del Capo sino al confine tra la **Namibia** e il **Botswana** erano pieni di luce e di orizzonti azzurrissimi, ma a nord del **Tropico del Capricorno** le cose sono cambiate. Tutto è diventato più difficile.

*“Dal **Botswana** fino a **Mombasa** siamo stati in ostaggio della stagione delle piogge, di fondi stradali difficili, ma soprattutto d’un vento contrario spietato che ci ha portato al limite della sopportazione. Certo, ce lo aspettavamo, ma un conto è attenderselo e un conto è ritrovarsi in **Kenya** con la pelle ustionata, soprattutto a causa del vento, ma anche a causa del sole che appena riappariva non lasciava scampo”.*

Ciò nonostante, al confine tra **Botswana**, **Zimbabwe** e **Zambia**, Caroline e David hanno raggiunto uno dei luoghi leggendari per ogni suddito inglese che si rispetti: la città di ***Livingstone***, appena all’interno della linea di demarcazione dello **Zambia**, dove si aprono in tutta la loro indescrivibile bellezza le **Cascate Vittoria**.  
Le nuvole basse della seconda parte del viaggio hanno invece impedito a David di osservare da vicino un altro luogo mitico dell’**Africa Nera**: il **Kilimangiaro**.

Il percorso pareva perfetto per coglierne le nevi eterne stagliate a *quasi seimila metri d’altezza*. La lunga salita del vicinissimo **Mount Meru **avrebbe dovuto offrire diversi belvedere sulla più alta montagna africana, così tante volte raccontata dai viaggiatori, ma il cielo non s’è mai aperto e ha lasciato intatto il desiderio di osservarlo. È nata così la vicendevole promessa di ritornare là, sul confine tra **Tanzania** e **Kenya** per tentare di riavvicinare – *“vista la qualità delle strade, meglio con una mountain bike che con una bicicletta gravel”* – la montagna di **Hemingway**.

*“L’**Africa** è cambiare ogni giorno orizzonte e, magari, anche due volte in un giorno. Si passa in poche ore dalla savana piena di elefanti, giraffe e antilopi a paesaggi che ricordano il **Massiccio Centrale** in Francia. È un continuo cambiamento di **luoghi**, di condizioni ambientali e perciò anche di emozioni. Si passa da gioie incontenibili a grandi struggimenti, ma una cosa a **[Mombasa](https://it.wikipedia.org/wiki/Mombasa) **è parsa chiara a David e a me. In Africa bisogna tornare al più presto”.*

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