Il Giro delle Fiandre: la corsa della civiltà della bicicletta

Insieme all’Italia, le Fiandre sono il luogo in cui le parole Civiltà e Rinascimento incarnano il loro preciso significato. Bruges è la Venezia del Nord e le Fiandre l’omologo più settentrionale della Toscana.
Perciò il Giro delle Fiandre ha, dal punto di vista storico, il medesimo fascino delle Strade Bianche, mentre dal punto di vista della bicicletta è la quintessenza della civiltà del ciclismo.

Chiunque vi si rechi per visitare i gioielli gotici di Bruges, Gand e Anversa non può che rimanere sbalordito dalla presenza costante, a lato della carreggiata stradale, di piste ciclabili frequentatissime in ogni stagione e che i fiamminghi curano con maniacale dedizione.

È probabilmente questo il motivo per cui il Giro delle Fiandre è considerato l’Università del Ciclismo. Indipendentemente dal Muro di Grammont, dal Koppenberg, dall’Oude Kwaremont è la fervida fede nella bicicletta che rende la corsa fiamminga, insieme alla Parigi – Roubaix, la classica più importante del mondo.

Tuttavia gli organizzatori non dimenticano che le Fiandre sono un luogo molto importante per la storia europea. Le spettacolari Grote Markt di Anversa e Bruges si rimpallano da un po’ di anni la partenza della corsa e ciascuna rappresenta una splendida sfaccettatura del gotico fiammingo, assumendo lo stesso significato che, in Italia, può avere una partenza da Piazza del Campo a Siena o da Piazza del Duomo a Firenze.

Il percorso, prima di inoltrarsi tra i muri delle Ardenne Fiamminghe, sfiora l’altrettanto meravigliosa Gand, che custodisce nelle sue cattedrali grandi capolavori dell’arte mondiale.

Ma la cosa ciclisticamente più importante di questi luoghi è che l’appassionato cicloturista può raggiungere ogni città artisticamente significativa senza difficoltà. Un turismo a misura di bicicletta grazie alle piste ciclabili che affiancano le strade e seguono il corso dei canali, condite dalle strutture ricettive da sempre molto attente alle esigenze del ciclo viaggiatore.

Poi, un po’ più a ovest, si entra nel paradiso dei Muri e tutto cambia: quello che era cicloturismo diventa immediatamente essenza del ciclismo più puro. Il Muro di Grammont, il Koppenberg, l’Oude Kwaremont sono luoghi da sfida con sé stessi e la sconfitta – i fiamminghi lo insegnano – è mettere il piede a terra.

La gente di Oudenaarde guarda con molto rispetto coloro che affrontano i seicento metri di pietre sconnesse del Koppenberg senza fermarsi a rifiatare. Allo scollinamento, al culmine dell’impresa, c’è sempre una birreria in cui festeggiare la conquista di questo o di altri muri leggendari.

Alla fine della corsa c’è il famoso e lungo rettilineo d’arrivo di Oudenaarde, anch’esso costeggiato dalla propria pista ciclabile.

Lo striscione del traguardo è in lontananza dominato dall’altissima torre campanaria della Collegiata di Santa Valpurga, per sottolineare ancora una volta che il Giro delle Fiandre non è solamente ciclismo: è l’espressione migliore dell’Arte e della Civiltà della Bicicletta.

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