Un’avventura in bici da corsa in Norvegia: l’allenamento di Ole Hem

La stagione agonistica 2020 di mountain bike è stata annullata a scopo cautelativo, a causa dell’insistenza dell’epidemia di Covid-19. Tuttavia per i bikers s’è manifestata chiara l’esigenza di mantenere un’adeguata forma fisica e, al contempo, di farlo senza rinunciare al divertimento.

Ole Hem, campione nazionale norvegese MTB marathon di Gjerdrum, appena più a est di Oslo, e in forza alla Wilier Force 7C, ha inventato una propria, personale marathon, percorsa insieme a Eirik Brunland, ciclista e triatleta.

La creazione dell’itinerario ha trovato i propri estremi nei luoghi famigliari. La partenza è stata fissata alla casa della famiglia Hem – vicino a Drammen – e l’arrivo alla casa di Eirik a Trondheim, disegnando un tragitto infilato tra ciò che, da sempre, identifica la Norvegia: i fiordi. Ancora una volta nell’elencare i bracci d’acqua costeggiati sembra di non raccontare di percorsi ciclistici, ma di sfogliare un libro di Giulio Verne – Tyrifjorden, Hardandenfjord, Sognefjorden (che è il secondo fiordo più lungo al mondo) – che culminano in un autentico paradiso paesaggistico, da tempo considerato una Mecca turistica: il Vestlandet.

Qui la strada s’infila tra fiordi e ponti che li oltrepassano e luoghi di cui è incomprensibile la natura: isole o terraferma?

In mezzo a tutto ciò hanno pedalato per sette giorni Ole Hem e Eirik Brunland, affrontando, nonostante fosse giugno, la neve sui passi dell’Hardangervidda National Park e salite spettacolari come il Trollstingen.

In tutto 1300 chilometri e 20.000 metri di dislivello su strade tra le più spettacolari al mondo.

Ciò nonostante, benché sia norvegese e perciò cresciuto con particolari riferimenti paesaggistici, Ole Hem non esita ad ammettere quanto l’avventura in Vestlandet sia stata toccante: “Quando siamo arrivati a Throndeim, per quanto stravolti dall’aver appena ultimato la tappa più lunga, 253 chilometri, eravamo consci d’aver terminato qualcosa che sarebbe rimasto indelebile nella nostra memoria e nei nostri occhi”.

Oltre a Eirik, il fedele compagno di viaggio di Ole è stata una Wilier 0 SLR.

“Non sono abituato a pedalare in modalità bikepacking, perciò la circostanza m’impensieriva un poco. Come sarebbe stato l’impatto dell’ingombro sulla maneggevolezza della mia Wilier 0 SLR durante le tante discese? Devo dire che i freni a disco ne hanno reso davvero semplice la guida, anche col bagnato. Nonostante i chili di bagaglio e il fondo stradale talvolta difficile, devo dire che il mezzo meccanico ha reso agevole e spensierato ogni colpo di pedale. Un elemento fondamentale per godere appieno della bellezza dell’avventura che abbiamo vissuto”.

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