La vittoria all’ Unbound Gravel 200: Ivar Slik e il suo sogno diventato realtà

Il 4 giugno 2022, dopo 200 miglia di corsa – che sono poi 322 chilometri – percorse in 9 ore e 22 minuti, sotto una pioggia battente, Ivar Slik ha vinto allo sprint la Unbound Gravel, archiviando nel miglior modo possibile il suo più ambizioso obiettivo stagionale. Ivar è il primo non americano a vincere la storica corsa che dal 2006 è emblema di gravel e competizione.

“Sono così felice… questa corsa era il mio principale obiettivo per il 2022. È incredibile essere riuscito a vincere una gara così lunga e difficile, con avversari di così alto livello. Ogni buon risultato che ho ottenuto quest’anno, anche la vittoria a Girona, era alla fine proiettato a correre un’importante Unbound Gravel. Anche se ve lo sto raccontando adesso, tutto mi pare ancora davvero incredibile”.

La fotografia che immortala lo sprint conclusivo e la vittoria di Ivar spiega meglio d’ogni parola l’Unbound Gravel 2022. Sulla linea d’arrivo, alla fine di Broad Street, ad Emporia, Kansas, Ivar ha superato d’una bicicletta Kegan Swenson e di due Ian Boswell.
Il compagno di allenamenti ed amico Lawrens Ten Dam è solo trenta metri più indietro e altri concorrenti si stagliano in fondo al rettilineo.

“Ciò che più di ogni cosa mi riempie di soddisfazione è che l’Unbound Gravel è il Tour de France del gravel. Tutti i migliori al mondo aspettano questo giorno e i venti secondi di distacco in cui si sono classificati i primi cinque dimostrano quanto è alto il livello dei partecipanti. Solo venti secondi in una giornata zeppa di pioggia e di fango che, nella nostra specialità, sono i principali fattori di selezione nel gruppo. È un sogno. È un vero sogno”.

La foto dell’arrivo poi, oltre alla vittoria di Ivar, racconta benissimo anche dello spirito combattivo d’ogni atleta che si cimenta nel gravel racing: i primi tre all’arrivo sembrano statue di fango ma c’è comunque qualcosa che muove la fotografia: l’urlo di gioia di Ivar Slik e la smorfia di stizza di Kegan Swenson.

Volendo creare un ulteriore parallelo con il ciclismo su strada, quest’ultima edizione dell’Unbound Gravel ha racchiuso anche tutto il significato iconografico e il fascino della Parigi – Roubaix. Di fatto l’Unbound Gravel si sta definendo come la grande classica del panorama gravel mondiale.

È facile immedesimarsi nella grande gioia di Ivar Silk e, perché no, è allo stesso tempo comprensibile la soddisfazione di chi ha visto transitare per prima – nascosta sotto una coltre di fango – la Rave SLR.

LA BICI DI QUESTO ARTICOLO

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