L’ultima settimana del Tour de France: il canto delle montagne nuove e di quelle un poco dimenticate

La settimana decisiva del Tour de France è disseminata di nuove montagne e di colli già transitati ma un poco dimenticati, per un’edizione che cerca elementi di novità che proiettino La Gran Boucle in una dimensione differente, così che la leggenda del ciclismo s’inoltri dove finora non s’era ancora fermata.

Il tracciato del 2020 è così particolare che la Planche des Belles Filles, il colle solitario dei Vosgi del Sud, assurge al rango di arrivo già consolidato – quasi monumento – nonostante sia stato “scoperto” dal Tour solo nel 2012.

Tra le riscoperte c’è la Monté de Saint-Nizier-du-Moucherotte, intoccata dalla corsa dal 1989, che sarà il trampolino di lancio per l’arrivo a Villard de Lans, la cui riproposizione si rivelerà utile anche per estendere le possibilità di escursione ciclistica per chi decidesse di soggiornare, insieme alla propria bicicletta, nello splendido enclave intorno a Grenoble.

Da Grenoble partirà pure la tappa fondamentale per dare un taglio definitivo alla classifica. Si lasceranno a malincuore le esche che, appena fuori città, indicano “Alpe d’Huez” e ci si inoltrerà lungo l’Isere per imboccare la strada che porta al Col de La Madeleine – diciassette chilometri di ascesa del valico probabilmente più famoso – Peyresourde a parte – di questa edizione del Tour.

Superata La Madeleine, ad attendere i corridori ci sarà il Grande Sconosciuto, ma con tutte le carte in regola per diventare qualcuno: il Col de la Loze.

Da Brides-Les-Bains ci saranno ventidue chilometri di salita, che da Meribel (e anche sull’altro versante: da Couchevel), per chi è appassionato di ciclo-turismo, diventano esclusivamente ciclabili e che condurranno ai 2304 metri del Col de La Loze, il nuovo e mai raggiunto Memorial Henry Desgranges.

Chi è già salito lassù, da Courchevel o da Meribel, non ha incertezze ad affermare che, grazie ai dieci chilometri conclusivi destinati esclusivamente alla bicicletta, il Colle ha tutte le potenzialità per diventare una meta imprescindibile per chi vorrà trascorrere le vacanze, soprattutto a scopo ciclistico, nella Riserva Naturale du Plan de Tueda: dove è possibile raggiungere pedalando, oltre al Col de La Loze, anche Les Menuires e Val Thorens.

Ma il Tour non terminerà sul Col de La Loze.

Prima della cronometro della Planche des Belles Filles, ci sarà ancora una tappa con una salita davvero notevole, transitata solo una volta dal Tour de France – la Monté du Plateau de Glières – ma stavolta posta a quaranta chilometri dal traguardo di La Roche-Sur-Foron.

La Monté è inclusa tra i Gran Premi della Montagna Hors Categorie, nonostante non raggiunga i 1400 metri d’altitudine e ciò accade perché i sei chilometri di ascesa hanno un dislivello quasi sempre superiore al 10%, con una pendenza massima del 15%.

Là è il luogo migliore se ci sarà bisogno d’un colpo di grazia definitivo.
E poi, dopo il Giro della Morte dell’ultima settimana, ci sarà finalmente la strada spianata verso Parigi.
Non ci sarà nessun verdetto da raggiungere, ma il Tour de France non perderà nulla del suo fascino.

Perchè Parigi è sempre Parigi.